Tutto quello che non sai sulla fontana di Trevi

È il set cinematografico più famoso del mondo, il cuore del barocco romano e, probabilmente, la banca più insolita d’Italia. La Fontana di Trevi non è solo un monumento celebre in tutto il mondo, immortalato in una delle più famose scene cinematografiche di sempre: è una macchina macina-storie che nasconde segreti tecnici, cifre da capogiro e leggende che vanno ben oltre il semplice “lancio della monetina”.

Una “banca” da 1,5 milioni di euro l’anno

Tutti lanciamo una moneta sperando di tornare a Roma, ma dove finiscono davvero quei soldi? Le statistiche sono impressionanti:

  • 3.000 € al giorno: è la media della raccolta quotidiana effettuata dagli operatori ACEA.
  • 1,5 milioni di euro l’anno: il “tesoretto” totale che ogni anno viene recuperato dalla vasca.
  • Solidarietà: dal 2006, per volere del Comune di Roma, l’intero ricavato (al netto dei costi di gestione) viene devoluto alla Caritas, finanziando mense per i poveri e progetti di assistenza.

Oltre agli spiccioli di ogni valuta del mondo, durante le pulizie sono stati ritrovati: fiches da poker, plettri per chitarra, chiavi di casa e persino un paio di protesi dentarie!

fontana di trevi
fontana di trevi
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La Fontana di Trevi non è solo bella, è enorme. Ecco la sua carta d’identità tecnica:

  • Acqua Vergine: è l’unica delle fontane monumentali di Roma ad essere alimentata ancora oggi da uno degli acquedotti più antichi dell’epoca di Augusto (19 a.C.).
  • 26 metri di altezza e 20 metri di larghezza: è la fontana più grande di Roma.
  • 30 anni di lavori: Nicola Salvi iniziò l’opera nel 1732, ma non la vide mai finita. Fu completata solo nel 1762 da Giuseppe Pannini.
  • Materiali nobili: è costruita quasi interamente in travertino, la stessa pietra del Colosseo, estratta dalle cave di Tivoli.

Se guardi la fontana stando sulla destra (lato via della Stamperia), noterai un grosso vaso di travertino che sembra non c’entrare nulla con il resto delle decorazioni. I romani lo chiamano “L’Asso di Coppe”. La leggenda: Si dice che Nicola Salvi lo fece posizionare esattamente in quel punto per coprire la visuale a un barbiere che aveva la bottega sulla piazza e che non smetteva mai di criticare il lavoro dell’architetto. “Visto che non ti piace, ora non la vedrai proprio più” sembra sia stato il messaggio (molto romano) di Salvi.

Perché non ci sono piccioni?

Ti sei mai chiesto come faccia la fontana a rimanere così bianca nonostante i milioni di volatili della Capitale? Il segreto non è solo la manutenzione costante. La struttura è dotata di un sistema di elettrificazione invisibile che emette piccolissime scariche innocue, ma sufficienti a tenere lontani gli uccelli ed evitare che le deiezioni danneggino il marmo.

La “dolce vita” e non solo

Sebbene il bagno di Anita Ekberg sia l’immagine simbolo di questa zona della città eterna, il rito della monetina è diventato virale grazie a un film di Hollywood: “Tre soldi nella fontana” (1954). È da qui che nasce la regola d’oro:

  1. Una moneta: Per tornare a Roma.
  2. Due monete: Per trovare l’amore (con un romano o con una romana!).
  3. Tre monete: Per convolare a nozze.

Se vuoi sentirti come in un film, ricorda: il rito va fatto di spalle, con la mano destra sopra la spalla sinistra e gli occhi chiusi. Ma attenzione: bagnarsi o entrare nella vasca è severamente vietato e le multe superano i 450 euro. Meglio godersi lo spettacolo dal bordo!

Fontana di Trevi a pagamento?

Per gestire l’eccessivo flusso di turisti, dal 1° febbraio 2026 la visita alla fontana di Trevi sarà a pagamento, 2 euro per turisti, ma escludendo bambini sotto i 5 anni e i disabili. Per i residenti non si paga. Il prezzo vale solo per l’ingresso al catino.

Foto di Martin PéchyMax Avansfonte.