Vivere in Giappone: il paese più sicuro al mondo

Proprio ieri mi è capitato di leggere un articolo a proposito del Giappone, come paese immune al populismo. Penso che uno degli elementi principali sia la sicurezza che si avverte. Essere sicuri mette al riparo da facili pensieri. Non è un caso che da noi molte televisioni pompino sul senso di insicurezza generale per alimentare il populismo e spargere paura, facendoci rivolgere a forze politiche che veicolano questo messaggio.

In Giappone, al contrario, gli standard di sicurezza sono molto elevati e per questo lo consiglieremmo come meta di viaggio. Nel 2014 un’organizzazione indipendente ha dichiarato il Giappone lo “stato più sicuro del mondo” e se ci pensiamo bene, con circa 150 milioni di abitanti, questo è un risultato straordinario. A livello di omicidi ha il tasso più basso dopo l’Islanda e viene secondo, come numero di assalti personali e violenze, dopo il Canada. Ma questi sono paesi infinitamente meno popolati.

Se siete in vacanza a Tokyo, una città che insieme all’agglomerato con Yokohama supera abbondantemente i 30 milioni di abitanti, state sicuri che potete fare una passeggiata notturna di notte, senza temere di essere aggrediti. In un sondaggio effettuato su scala internazionale, i giapponesi sono risultati essere quelli che si sentono più al sicuro. In pratica la sicurezza personale è l’ultimo dei pensieri.

Tra gli aspetti che i giapponesi sottolineano come importanti e di cui possono andare fieri, il senso di sicurezza viene al secondo posto, appena dopo il tradizionale cibo giapponese che apprezziamo anche in Italia e che è alla base dei record di longevità che la nazione detiene. In Giappone è tutto sicuro: la città, l’esercizio commerciale, il cantiere, ma anche i trasporti. In treno ci si può alzare e lasciare il borsello incustodito ed essere sicuri di poterlo trovare ancora lì, con i nostri documenti e le carte di credito all’interno. Le donne sotto i 25 anni, giovani e normalmente vulnerabili, sono tra le fasce di età che si sentono più al sicuro.

In casa i giapponesi vivono come se fossero in provincia, ma lo fanno anche a Tokyo: lasciano la porta incustodita, spesso l’auto con la chiave inserita. In Giappone si possono vedere centinaia di ragazzi andare a scuola da soli, mentre in Italia i genitori li accompagnano fino alla quinta elementare. All’età di 8 anni essi prendono gli autobus da soli o rimangono nelle strade, apparentemente incustoditi.

Per questo il Giappone è bello da visitare: le persone sono estremamente rispettare e tolleranti, raramente sono arrabbiate. Sono legate alle tradizioni, ma non in modo sciovinista e aggressivo. Si fanno rispettare, ma prima di tutto rispettano. La cultura giapponese dell’ordine la si può ammirare nella cura che mettono nei loro stupendi giardini: un indice di amore per la bellezza, il gusto, che abbiamo anche in Italia, dove però ci manca del tutto la disciplina e l’amore per il decoro. I giapponesi poi amano risolvere i problemi col dialogo, rispettando i tempi che servono, ma preferendo sempre una soluzione tollerante, che assicuri il maggior ritorno possibile per tutti. E questo si vede anche nell’organizzazione del lavoro.

Il Giappone infine è molto omogeneo dal punto di vista etnico e delle tradizioni, tende a rispettare le minoranze e come l’Italia, ha un controllo serrato sulle armi.

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