Scegliere i nomi per un neonato

Dare un nome a un maschietto o una femminuccia potrebbe essere fonte di dissidi e di equivoci. Fino a pochi anni fa, soprattutto al sud, era in voga l’usanza di attribuire ai propri figli i nomi dei nonni, come per perpetuare la famiglia. Era una pratica molto in uso nelle famiglie nobiliari, dove spesso i figli avevano i nomi dei padri e la rosa si ripeteva stancamente addirittura per secoli. Poi fu adottata praticamente da tutte le famiglie anche quelle borghesi e di estrazione popolare, un po’ per assicurarsi un prestigio apparente, un po’ perché era molto più semplice risolverla così. Spesso il primogenito aveva il nome del padre o del nonno, mentre con i nomi femminili c’era maggiore varietà anche se spesso avevano un contenuto metaforico molto ben preciso, quasi sacro. I romani, nostri avi, erano molto più pratici di noi e si sono inventati i nomi equivalenti a una sequenza numerica: Primus, Secundus, Quintus, Sestus, Septimius, Octavius, Decimus. Spesso distinguevano tra Maior e Minor o Iunior e Senior, ma la fantasia latitava parecchio.

Oggi i nomi più diffusi in Italia dimostrano che è in atto una completa trasformazione, dovuta principalmente alle influenze straniere, in particolare alla televisione e alla contaminazione di nomi che originariamente non erano italiani. Si sta perdendo l’utilizzo di nomi di derivazione religiosa, tradizionali, che per secoli hanno riempito i registri parrocchiali, come Antonio, Angelo, Pietro, Giuseppe, Salvatore, Ignazio. Invece avanzano nomi che suonano più moderni, che pure hanno un’ascendenza religiosa, come Matteo ad esempio, o la sua variazione Mattia. Nell’ultimo biennio ha conosciuto un grande incremento il nome di Francesco, relativo a questo Papa, che ha superato di gran lunga i soliti Alessandro, Lorenzo, Andrea e Leonardo (tutti classici e spesso di derivazione religiosa o tradizionale, ma variati rispetto a una generazione fa). Crescono i Riccardo e i Davide, mentre sono in calo i Marco e i Samuele, Luca, Giovanni ed Emanuele, tutti con una precisa connotazione religiosa.

Per le femminucce la fantasia lascia più spazio alla contaminazione straniera, forse perché i nomi maschili italiani sono complessivamente molto belli e suonano bene. Così mentre calano le Francesca, le Sara e le Elisa, padrone della generazione anni ’70 e ’80, ora dominando nomi come Nicole, Matilde, Martina, Giorgia, Giulia, Aurora e Sofia.

Il consiglio dunque per dare dei nomi originali è quello di provare a staccarsi dal mainstream, evitando di affibbiare nomi troppo complessi da sopportare. Bel caso delle bambine nomi come Valeria suonano certamente più autentici di Viola (un esercito di Viola), all’abuso di Chiara e di Alice o di Greta (bel nome nordico, ma ormai diffusissimo), si può rispondere recuperando nomi molto poetici come Daniela e Arianna (in calo). Non è necessario farsi influenzare dalle TV. Se poi nella propria famiglia esistono nomi particolarmente delicati, si potrebbe provare a recuperarli.

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