Salerno, tra storia e luci

Città della Campania e capoluogo della provincia omonima, Salerno giace sul golfo a cui dà nome, che si estende per circa 75 km. Oggi è sicuramente tra le città più belle e ricche del meridione italiano.

La storia di Salerno

Secondo alcuni, Salerno trae il nome dall’abbondanza del sale che si estrae dalle sue acque marine. L’origine di questa antichissima città si perde nei tempi. Appare per la prima volta nella storia quando i Romani, nel 197 a. C., dedussero una colonia (Salernum) sul luogo di una più antica città forse etrusca che aveva allora nome Irnthi (Irno infatti è il nome del fiume vicino alla città) come rivelerebbero alcune monete campane del sec. IV a. C. e una necropoli dei secc. VI e V a. C. trovata nella frazione di S. Nicola delle Fratte. Acquistò importanza sotto l’impero; subì la dominazione dei Goti e dei Vandali, passò (646) ai Longobardi e fu sede dei duchi di Benevento che furono cacciati nell’839. Si eresse allora a principato autonomo e l’ultimo suo principe fu Gisolfo, il quale nel 1076 perdette il principato, dopo averlo per sette mesi ostinatamente difeso contro Roberto il Guiscardo. Costui aggregò il principato alla Puglia, fondando la nuova dinastia dei Normanni. Questa si estinse nel 1195 e d’allora Salerno fu unita alla monarchia delle Due Sicilie che riservò il titolo di principe di Salerno ai suoi secondogeniti. Nel 1410 il titolo passò a Giordano Colonna, indi agli Orsini, ai Sanseverino, ai Grimaldi, ma nel 1632 ritornò sotto la dipendenza della corona di Napoli e vi restò sino al 1860 quando Salerno entrò a far parte del regno d’Italia. Durante il governo dei Borboni anche Salerno ebbe i suoi martiri fra i quali citiamo Carlo Pisacane (morto nel 1857). Durante la 2a guerra mondiale, nel settembre 1943, presso Salerno sbarcarono gli Alleati sostenendo una dura battaglia con i Tedeschi. Dal febbraio al luglio 1944 la città fu sede del governo regio. Nell’ottobre 1954, per un violento nubifragio, la furia degli elementi sommerse d’acqua e di fango cittadine e villaggi arrecando sciagure e lutti. La città dal sec. X al XIV fu sede della celebre scuola medica, che vi ebbe grande splendore.

Cosa vedere a Salerno

Posta sul declivio di un colle in ridente posizione, Salerno si distingue in una parte medievale dominata dagli avanzi del castello di Arechi (fondato dai Romani, ampliato dai Longobardi, rafforzato dai Normanni) e in una parte moderna con strade spaziose e rettilinee. Tra gli edifici notevoli ricordiamo: l’ex palazzo Genovesi; i palazzi di città (1937), del governo (1830), della Camera di commercio, delle poste, di giustizia; il duomo (1079-84), eretto da Roberto il Guiscardo, consacrato da papa Gregorio VII, grandioso edificio a navate con antistante portico ad archi arabi (il portale mediano ha imposte bronzee fuse a Costantinopoli nel 1099) e all’interno un superbo complesso formato da candelabro pasquale, amboni, iconostasi riccamente decorate, opera campana del sec. XII e musaico absidale del sec. XIII; le chiese del Crocifisso (secc. IX e X), rimaneggiata nel sec. XVII; di S. Andrea, con campanile del sec. XII; di S. Giorgio, ricca di stucchi; di S. Agostino (rifatta nel sec. XIX); dell’Annunciata (del Vanvitelli), con bel campanile. Meritano inoltre un cenno: la biblioteca provinciale (80.000 voll.); il teatro Verdi (1872); la villa comunale, adorna di busti; il bellissimo lungomare Trieste; il monumento ai martiri salernitani (1911), l’Arco Arechi (porta cittadina) nelle cui vicinanze sussistono avanzi di costruzioni del sec. VIII; la porta Nuova (rifatta nel 1754). Porto di discreto commercio, Salerno è pure città industriale attualmente in sviluppo (pastificio, conserviera, enologica, cotonificio, conciaria, meccanica, cantieristica, ceramica, cementificio), centro del commercio agrumario e stazione ferroviaria sulle linee per Napoli-Roma, Battipaglia-Reggio Calabria, Battipaglia-Potenza-Brindisi e Mercato San Severino.

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