Riscoprendo Roma

Tutte le strade portano a Roma, dice l’antico e saggio proverbio. Eppure, pur avendo perso il ruolo centrale che ha avuto per tanti secoli, la capitale d’Italia rimane una delle mete più affascinanti del mondo. Da scoprire e riscoprire, soprattutto per quei turisti italiani che non la visitano da tanto e hanno voglia di immergersi nella sua insuperabile atmosfera.

Roma è entrata nelle rotte del turismo prima fra le grandi città europee e questo a causa dei suoi… ruderi. Infatti, i viaggiatori del ‘700, spesso scendevano dai paesi più ricchi e stabili del Nord Europa, per ammirare ciò che era rimasto dell’antico cuore del’Impero. Venivano a Roma per rimanere sbigottiti dall’ondata consumatrice del tempo. E vedevano gli scempi e rimpiangevano la grandezza dell’era classica. Insieme a Firenze Roma rappresentava l’imprescindibile sosta per i romantici (nel senso “letterario” del termine), meta ambita per poeti come Byron e Keats e per i rivoluzionari che volevano trascinarla nella tempesta delle guerre di indipendenza (la celebre Repubblica Romana di Mazzini è testimonianza di questo furore repubblicano, di rivolta contro il Papato, che aveva fatto di Roma il suo centro di potere).

Roma offre oggi non solo ruderi, ma anche una composita panoramica urbana, che è senza pari nel mondo, perché fatta di palazzi e di tetti che differiscono dalla moderna skyline di una città contemporanea. I tetti di Roma, visti dalle terrazze signorili, sono come un lascito per la specie umana, una memoria di stratificazioni nel tempo, che pure è riuscita a preservare ciò che ha di più antico. Infatti, camminando per le vie di Roma la sensazione è quella di attraversare la storia, visto che qui la storia si è fatta. E c’è un’armonia in tutto ciò, unendo stili e tempi diversi: il Colosseo, il Pantheon, la Basilica di San Pietro e in mezzo Fontana di Trevi, la Colonna Traiana e il Foro. Tutto ha un linguaggio architettonico e universale, come se provenisse dallo stesso demiurgo.

Piazza del Campidoglio è l’ombelico della grande città, dominato com’è dal disegno geometrico della piazza di Michelangelo, sul cui centro si erge la famosa copia della statua equestre dell’imperatore Marco Aurelio. I musei capitolini fondati da Sisto IV raccolgono il meglio della storia della Capitale, non a caso qui è conservata l’originale della statua a cavallo e qui viene conservata la famosa Medusa del Bernini, nella sale capitoline fin dal ‘700. Sempre qui, a testimonianza dell’importanza dei Musei Capitolini per la città, sta la famosa statua della Lupa che allatta Romolo e Remo (Lupa Capitolina), che la trazione volle far risalire all’epoca etrusca, ma che invece si tratta di un’opera medievale, peraltro stupenda nella sua evocazione leggendaria.

La statua più famosa dei Musei Capitolini potrebbe essere il Galata Morente, questa si risalente almeno a 3 secoli prima di Cristo, magnifico esempio di arte scultoria classica, di cui conserviamo la copia Romana in marmo. Il realismo della raffigurazione dell’attimo in cui arriva la morte, l’agonia erano già il soggetto delle note dei viaggiatori romantici, in particolare modo i giovani poeti inglesi come Keats, Shelley e Byron (i primi due ospiti nella casa museo di Piazza di Spagna). In generale tutta questa parte rinascimentale, che abbraccia l’antico, viene molto apprezzata dai moderni e dai contemporanei e se dovessimo organizzare un tour di Roma, esso dovrebbe essere fatto a piedi, da gambe resistenti o volenterose, che si incamminano da Stazioni Termini fino oltre Tevere, cioè a Piazza San Pietro idealmente. L’idea sarebbe quella di programmare una due giorni. La prima dedicata ovviamente alla parte classica dell’antica Roma, da Stazione Termini cioè risalire lungo via Nazionale e da lì compiere un percorso a U tra i palazzi della Roma papalina (Quirinale) e la discesa verso Piazza Venezia, su e giù per i Colli. Da Piazza Venezia ripercorrere a ritroso fino al Colosseo lungo via dei Fori imperiali, per poi visitare il Foro e risalire verso il Campidoglio. Dopo la visita ai Musei Capitolini ci si può spostare su Piazza Venezia e risalire via del Corso, dopo aver guardato il foro Traiano, con la sua celebre Colonna e gli archi che si elevano tra la vegetazione del Foro. Uno spettacolo a cielo aperto.

Risalendo via del Corso ci si può intrufolare nelle vie laterali della Roma rinascimentale, stupende, ombreggiate, mangiare un gelato o sostare in una tavola calda, dipende dalle stagioni. Qui a destra o a sinistra sceglie via dei Condotti, la Fontana di Trevi e ovviamente il Pantheon dall’altra parte. La serie di palazzi è innumerevole, ma l’obbiettivo è arrivare a Piazza di Spagna e Trinità dei Monti, con la sua bella e celebre scalinata. La prima giornata può concludersi qui sostanzialmente. Un itinerario lungo 1500 anni di storia, che promette ancora di rivelare grandi sorprese. Obbligatoria la foto sulla gradinata e una mano sulla barcaccia, per rinfrescarsi a dovere.

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