Rilevanza dei social network

Quando si parla di social media spesso si storce il naso perché vengono considerati una grossa perdita di tempo. E in effetti per la stragrande maggioranza degli utilizzatori di Facebook, Instagram o Twitter è così: divertimento allo stato puro. Ma c’è naturalmente chi cerca di farne un uso più consapevole, inferendo nel loro utilizzo una possibilità di sviluppo economico, politico, personale che ai più potrebbe sfuggire.

Dal punto di vista del lavoro e degli affari i social network sono come uno specchio riflettente dotato di una lente di ingrandimento. Possono dare grandi vantaggi, ma dipende da come ci si pone. Pensate alla pubblicità tradizionale: se domani un’azienda decidesse di pubblicizzare un proprio prodotto facendo leva su un suo difetto, cosa pensate che potrebbe accadere? Idem con i social network, possedere dei pregi che abbiano un valore anche per gli altri è complicato, ma esporli e mostrarli con equilibrio lo è ancora di più. Di fatto usando i social network con delle risorse interne sufficientemente preparate le aziende possono tagliare i costi del marketing e trovare nuove nicchie.

Chiunque produca contenuti e intende essere letto da un pubblico sempre più vasto deve per forza far riferimento ai social network, soprattutto se l’argomento è attuale e suscettibile di discussioni. Con tutte le conseguenze del caso, non sono poche le polemiche scatenate per un uso sbagliato o distorto di Twitter per esempio. Ai politici è molto utile, così come ai blogger e ai giornalisti.

I social network appartengono a quel genere di strumenti che eliminano filtri e mediazioni. Se venti anni fa avessi voluto far conoscere la mia opinione sulla riforma costituzionale, a un pubblico mediamente interessato, che non fosse quello della mia cerchia quotidiana, avrei dovuto convocare – da perfetto sconosciuto – un giornalista sperando che questo trovasse interessanti le mie vacue opinioni. Oggi non è più così: se mi costruisco un seguito adeguato la mia opinione potrebbe essere giudicata molto importante.

Da un punto di vista politico tutto ciò è ancora più rilevante, in quanto i social network sono luoghi di aggregazione naturali che utilizzano il linguaggio del web per creare connessioni. Normalmente gli argomenti caldi di discussione tendono a polarizzare, attraendo a sé il pubblico. Si generano così dei luoghi di discussione virtuali che sovente, per la massa e l’importanza assunta, iniziano a giocare un ruolo politico. Si è molto discusso della “primavera araba” sorta fondamentalmente su Twitter e Facebook, ma lo stesso si deve dire sia per i gruppi fanatici terroristi, sia in positivo per il M5S in Italia: un fenomeno politico rilevante, sorto fondamentalmente intorno a dei gruppi di discussione e che si alimenta anche attraverso l’uso dei blog e dei social network.

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