Perché fare una vacanza in famiglia

L’estate ormai sta entrando nel vivo, col mese di Luglio, ed è ora di partire in vacanza. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla riscoperta della vacanza in famiglia, spesso low cost, favorita da spostamenti in aereo più che convenienti. Quando si è più giovani non si pensa quasi mai a fare vacanze in famiglia. In genere, quando si diventa ragazzi ci si vuole liberare del gioco dei genitori per partire da soli, con gli amici, salvo poi riscoprire il divertimento di andare in vacanza con mamma e papà quando si diventa più adulti e si scoprono le responsabilità.

Eppure tutti gli studi sociologici dimostrano che compiere delle vacanze in famiglia ha solo aspetti positivi: aiuta a rispettarsi, conoscersi meglio, capire le dinamiche personali, perché si è al di fuori di un contesto familiare. Ad esempio si possono affinare delle conoscenze e scoprire che un figlio o un genitore ha una passione in particolare, che può essere educata, motivata e favorita nel tempo. Si capiscono meglio i bisogni perché si esce al di fuori del seminato.

Di sicuro, i genitori ammettono che fare una vacanza con i figli se questi non sono troppo grandi è complicato, stancante e fonte di preoccupazioni. La cosa migliore da fare, a questo punto, è evitare di improvvisare scegliendo un pacchetto vacanza che sia tagliato apposta per le famiglie. Ad esempio, se si deve fare una crociera tanto vale scegliere quella col pacchetto-famiglia. Lo stesso vale per i villaggi vacanze e i residence che propongono delle specifiche offerte tagliate apposta per tutta la famiglia, con un particolare occhio di favore rivolto ai bambini. Se invece si decide di organizzarla per sé bisogna tenere conto di almeno questi fattori.

Individuare delle attività da svolgere insieme, che piacciano a tutti. È noto che ognuno di noi vuole la propria parte. Però bisogna fare in modo di accontentare ogni membro, inserendo delle attività che piacciano a tutti. Se c’è una figlia che ama il surf perché non programmare una capatina in una spiaggia che permette di svolgerlo? Se la mamma è amante dei musei inserire una puntata per ammirare qualche collezione. Se il figlio ama mangiare da McDonalds e non vuole arrendersi a mangiare la cucina del posto, accontentiamolo per una volta. E così via.

Il viaggio va organizzato a misura dell’età di chi lo svolge. Questo è fondamentale. Basta vedere come si comportano le grandi compagnie navali che organizzano le crociere per famiglie: ci sono per età sotto i 12 anni, sotto i 14, fino a 18 et cet. Questo perché gli allestimenti, diciamo così, variano a seconda dell’età di chi vi prende parte. Una coppia giovane che vuole solo divertirsi è bene che non porti con sé i figli. Una coppia rilassata con figli di 8-10 anni deve concedere qualcosa a loro e non trascinarli in inutili viaggi stancanti, che prevedono trekking, passeggiate e poco divertimento.

Infine: da una vacanza ci si può aspettare di tutto. Possono succedere cose spiacevoli, ma anche fatti molto divertenti. Bisogna pertanto mantenere un approccio disincantato, abbracciando l’idea che si è fuori dal contesto della normalità. Ci si può divertire con poco e anche trovare dei momenti di relax in solitario, perché la vacanza è fatta anche di questi momenti. Ci sono periodi di noia ed è il caso magari di portarsi appresso un tablet o un libro per tenersi impegnati. Ma in generale, se è organizzata bene, la buona compagnia delle persone cui vogliamo bene, dovrebbe essere abbastanza per non rimanere delusi.

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