Perché fare l’assicurazione sanitaria prima di partire in certi paesi

Le assicurazioni viaggio coprono una gamma di imprevisti, quasi tutte legati all’aspetto sanitario. Posto che esistono anche assicurazioni viaggio basate sull’annullamento, sul ritardo, la perdita della coincidenza o l’incidente, oggi 23 italiani su 100 dichiarano di aver sottoscritto – prima di partire – un’assicurazione viaggio di tipo sanitario.

La cifra può sembrare importante, ma non deve illudere. A conoscere le assicurazioni viaggio sono più di 2/3 dei nostri connazionali, ma solo 1/5 abbondante è disposto a sottoscriverla. Un’indagine di Allianz degli scorsi anni ha rivelato che comunque moltissimi italiani si erano rivolti ad essa per dei piccoli infortuni, soprattutto dei malanni. La verità è che le assicurazioni sanitarie sono necessarie perché in vacanza, con i debiti scongiuri, può succedere di tutto e non c’è la assoluta sicurezza che ce la possiamo care con poco. Una polizza con copertura completa fornisce tutte le assicurazioni, sia in caso di piccolo infortunio, sia per un problema più grosso.

Cosa controllare nella propria polizza?

Innanzitutto che abbia una copertura di 24h. L’offerta base viene offerta da tutte le compagnie assicurative e consiste in una sorta di filo diretto per rivolgersi al medico o al pronto soccorso più vicino. In genere le compagnie assicurative più importanti hanno medici di riferimento all’estero e monitorano al degenza ospedaliera. Possono mettere a disposizione un interprete per rivolgersi al pronto soccorso.

Un piano assicurativo standard fa si che contempli l’annullamento del viaggio e le spese di ricongiungimento o di rientro forzoso, ovvero il rientro sanitario. In questo caso l’assicuratore mette a disposizione del viaggiatore, in caso di malattia improvvisa o di infortunio, un mezzo per il rientro. Alcune polizze con maggior copertura possono consentire l’assistenza medica o infermieristica in aereo, quando le condizioni sono molto serie. Se viaggi con un minore e hai un problema improvviso, l’assicurazione paga le spese di rientro di un familiare che lo riaccompagni a casa.

Una assicurazione viaggi deve tenere conto di ogni imprevisto. Ad esempio, la più diffusa è quella relativa al viaggio negli Stati Uniti. In questi paesi l’assicurazione sanitaria è la regola d’obbligo per i comuni cittadini dell’Unione, in quanto non esiste un servizio di welfare. Gli americani ritengono da sempre che chi non sa provvedere a sé stesso non ha molto da dare alla comunità per cui sono all’opposto del sistema di welfare che vediamo in Europa. Le spese sanitarie americane, per chi è sprovvisto di assicurazione, deve tenere conto anche del massimale, cioè del tetto di copertura massima, che non deve essere di 50.000 dollari. In quanto un semplice intervento di appendicectomia può venire a costare, da solo, 40.000 euro. L’assicurazione sanitaria per gli USA è insomma ineludibile e costando poco conviene assolutamente farla, per evitare che un banale problema (ad esempio l’estrazione immediata di un dente). In Europa possiamo accontentarci di un massimale intorno ai 15.000 euro dato che la tessera sanitaria italiana consente l’accesso alle stesse condizioni dei residenti.

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