Perché esiste il formato A4

ogni volta che azioniamo la stampante stampiamo su dei fogli che hanno un preciso formato, indicato dalla sigla A4. Da dove viene questa classificazione e perché si parla di formato di stampa? Il termine formato fa riferimento principalmente ai due lati del rettangolo. Deriva da “forma”, che era lo strumento usato dai cartai per fabbricare la carta a mano. Con il termine formato si indicano anche le misure die libri: nel passato il formato dei libri variava a seconda delle pieghe cui era sottoposto il foglio da stampare. Ad esempio, un foglio diviso a metà poteva formare due carte, cioè quattro pagine, e veniva chiamato in-folio; in 4° era invece il foglio piegato due volte che formava otto pagine e così via, fino a creare dei fogli su multipli di 2. Negli incunaboli, i primi libri stampati, come nei manoscritti questa regola veniva talvolta ignorata, perché gli stampatori inserivano a volte più foglie per ottenere un volume vero e proprio. Il formato della carta era indicato con nomi fantasiosi, o che indicavano il luogo di provenienza (esempio Imperial, in onore di Mainz, luogo di nascita di Gutenberg).

L’industrializzazione della fabbricazione della carta estese le possibilità di formato rendendo vane le antiche denominazioni. Fu più pratico attribuire delle suddivisioni comprese tra un minimo e in massimo di misura per ciascun foglio, esigenza pratica, che derivava dalla necessità di organizzare in biblioteca i vari volumi negli scaffali. Da esempio sopra i 38 cm era un in-folio, da 20 a 28 un in-8° e così via. Nel caso di formati irregolari si apponeva la misura effettiva. I primi tipografi stamparono in-folio il De Vita Christiana di Sant’Agostino, ma erano libri dalle dimensioni ancora imponenti. La costruzione in serie di macchine da stampa e i relativi mercati internazionali hanno indotto i fabbricanti di carta a produrre formati unificati, per impedire sprechi e consentire una maggior circolazione del prodotto.

Il foglio serie A incontra subito molti consensi: esso parte dal foglio di base A0, che in pratica riprende la superficie di un metro quadrato (84,1×118,9 cm). Successivamente viene suddiviso in sottomultipli le cui dimensioni hanno la particolarità di mantenere sempre lo stesso rapporto tra larghezza ed altezza: il lato maggiore uguale alla diagonale del quadrato costruito sul lato minore (fate la prova se non ci credete!). Ed ecco risolto il mistero del foglio A4: esso è esattamente il foglio serie A0 diviso per quattro (118,9 / 4 = altezza del foglio A4 standard).

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