L’omeopatia non funziona, obbligatorio scriverlo in USA

La pratica della medicina omeopatica è molto diffusa. L’idea alla sua base è che il corpo umano sia completamente inserito in un contesto naturale, dal quale può trarre la forza per rimettersi in forza e guarire. In sostanza secondo la medicina omeopatica, i sintomi di un malessere non dovrebbero mai essere coperti dalle medicine, ad esempio gli antidolorifici, perché sono una indicazione chiara e precisa di ciò di cui ha bisogno il corpo per guarire da solo. Seguendo esattamente ciò che il corpo ci comunica, attraverso la sintomatologia, siamo in grado di stimolare i nostri meccanismi di guarigione e di difesa.

Per gli omeopati la medicina tradizionale è molto importante perché non guarda solo al benessere fisico, ma anche a quello mentale e psicologico al fine della guarigione. Secondo chi crede nei benefici dell’omeopatia, utilizzare preparati naturali a base di essenze e di composti che si trovano in natura, sia di origine vegetale, sia di origine animale come il miele, basta e avanza per curare gran parte delle malattie. Solitamente la medicina omeopatica si prepara attraverso dei preparati a base di acqua, zucchero, alcol con delle soluzioni che sono più o meno concentrate.

La comunità scientifica è sempre stata a dir poco perplessa sull’efficacia dell’omeopatia, tanto che da ieri (21 novembre 2016) è ufficiale negli Stati Uniti che i prodotti e i trattamenti omeopatici riportino la scritta che a meno di non dimostrare scientificamente il contrario, non esistono prove scientifiche che il trattamento funzioni. La Federal Trade Commission ha quindi, come dicono gli americani, aggiunto un altro chiodo alla bara della omeopatia, specificando che essa si basa sul concetto che piccole dosi di “rimedi naturali” producano gli stessi effetti dell’assunzione in grosse dosi, normalmente sconsigliata per vari motivi.

Secondo questa importante agenzia governativa americana, come riporta oggi l’Independent, credere all’omeopatia è esattamente come credere alla magia, dal momento che non esistono prove di nessun tipo circa la validità dei trattamenti che spesso sono a base di zuccheri e acqua. A sostegno di ciò vale ricordare che i principi dell’omeopatia sono stati codificati nel 1800, su conoscenze del secolo prima, che non hanno alcuna validità scientifica ne un dato empirico a supporto. È vero che gran parte della medicina moderna si basa su estratti e derivati del mondo vegetale ed animale, ma il loro “potere” è dovuto alla presenza di specifici principi attivi che poi possono essere ricreati in laboratorio in modo sintetico. L’omeopatia spesso è un rimedio per chi somatizza in qualche modo il dolore, ma solo come un placebo e non vi è alcuna comprovata evidenza scientifica.

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