Le invenzioni di Leonardo Da Vinci

Leonardo da Vinci è sicuramente l’archetipo dell’uomo rinascimentale: curioso, geniale, aperto a ogni interpretazione, capace di spaziare tra varie arti e scienze, sfruttando la sua grande fame di conoscenza. Uno degli aspetti più interessanti, che colpisce maggiormente l’immaginazione riguarda la mole di schizzi, bozze e disegni che il maestro ci ha lasciato e che sembrano sottintendere la realizzazione di progetti particolare. Una specie di slancio futuristico nel quale l’immaginazione spinge e comanda la mano dell’artista, che immagina moti e meccanismi destinati però a rimanere sulla carta per tanti secoli. Normalmente, la tecnica e la tecnologia conoscono avanzamenti straordinari nel campo della pratica. Ad esempio, le guerre e la competizione politica-economica hanno enormi ricadute positive dal punto di vista degli avanzamenti tecnici. Invece, in Leonardo questa urgenza manca: egli disegna e progetta come se fosse guidato da un’ansia creativa, come se sentisse il bisogno di mettere su carta un certo lato della sua personalità. In ciò egli determina il passaggio verso la scienza sperimentale: perché prova a progettare qualcosa che deve funzionare (celebre è il tentativo di dar vita a un velivolo che volasse per davvero, studiano l’anatomia degli uccelli).

L’osservazione dell’equilibrio degli edifici o delle macchine in posizione obliqua, con approccio scientifico, lo porta a elaborare il teorema del poligono di sostentazione, riportato oggi in qualsiasi manuale di fisica e ingegneria. I numerosi progetti idraulici, come la bonifica della Lomellina o la sistemazione idrica dell’area di Novara, un progetto di serraglio mobile sull’Isonzo per permettere l’allagamento della pianura a scopo militare (in un’area non a caso strategica nei secoli futuri); studi sul prosciugamento della palude di Piombino, un ardito piano di deviazione dell’aereo a monte di Pisa, la sistemazione dell’Adda e del Canale della Martesana, addirittura un progetto di bonifico delle Pontine (realizzato da Mussolini 400 anni dopo), rilevano una mentalità capace di trovare un problema e identificare una soluzione pratica. I congegni studiati da Leonardo oggi sembrano mostrare un’importanza fondamentale nella tecnica e nell’ingegneria: appaiono fra i suoi disegni delle fortezze poligonali come opere esterne, che sono diventate tali già qualche secolo dopo; oppure sempre nell’ambito della guerra l’invenzione di un cannone retrocarica, con un sistema di rinculo, visto solo dopo l’epoca napoleonica. Ancora una sorta di primordiale mitragliatrice, dei carri armati terrestri, delle biciclette e dei deltaplani. Egli è intervenuto praticamente ovunque spaziando dall’arte della guerra alla scienza della terra, dall’anatomia umana a quella animale (splendidi i suoi “cavalli”), spesso inventando degli ingranaggi che si servono di forze fondamentali come la ruota o la leva. Un uomo molto avanti al suo tempo che si è meritato la fama di visionario per questo; celebre ad esempio è il suo “elicottero” del 1480, un sistema di volo che prevede una sorta di elica posta a monte di una cabina, per sfruttare la resistenza dell’aria più che generare portanza (la vite aerea).

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