Le città più tranquille in Italia

Lo leggiamo su internet, lo vediamo alla TV: il mondo, il nostro mondo, non è un posto più così sicuro come pensavamo fino a una decina di anni fa. Vivere in un angolo tranquillo con i propri cari sta diventando un’aspirazione che spesso si riflette nella scelta del quartiere o della città in cui vivere. Ma non tutti possono permettersi una scelta: dove viviamo è spesso condizionato dal posto in cui nasciamo, possiamo essere costretti a lasciare quel posto per lavoro, o scegliere di farlo semplicemente perché vogliamo conoscere altri posti.

Ma esistono posti che sono i più tranquilli dove vivere, in Italia e fuori. Nonostante le TV accentuino di molto il peso della cronaca nera, non è assolutamente vero che viviamo in una società dove ci sono più crimini, tutti gli indicatori di rilevazione dicono anzi il contrario. Cambia la percezione e in taluni casi l’efferatezza o l’attenzione che decidiamo di porre su una particolare categoria di delitti, come quelli di sangue all’interno delle mura domestiche. Sicuramente, però, il desiderio di sicurezza è quello prevalente.

Per posti tranquilli intendiamo quindi quei posti che offrono sicurezza personale, dei dati personali, tutela della salute e infrastrutture sicure che scongiurino il pericolo di tragedie e drammi dovuti alle condizioni ambientali.

Da tanti anni l’Economist segnala Tokyo come la capitale più sicura al mondo e abbiamo già discusso dell’effettiva sicurezza del Giappone. Spesso vediamo immagini di bambini giapponesi che giocano incustoditi: una scena che in Italia non potremmo mai vedere ai nostri giorni (era più plausibile una trentina di anni fa, dove in generale c’era meno apprensione).

Nel nostro paese è la provincia a dominare e non ci può sorprendere. Nell’elenco delle città più sicure d’Italia spiccano infatti Matera, Sondrio (capoluoghi turistici, ma piccoli e tranquilli), Benevento, Oristano, Avellino, Enna, Crotone, Potenza, Belluno, Pordenone, Frosinone, Treviso, Cuneo e l’Aquila. Tra le grandi città sopra i 150.000 abitanti, spiccano Messina e Taranto, che guidano la trippa di metà classifica dove troviamo sia centri come Bolzano e Como, sia città importanti come Reggio Calabria e Cagliari. Sorprendentemente la Toscana, che è una meta preferita dai vacanzieri stranieri e che rappresenta un po’ l’idealità italiana per il turista anglo-americano, si situa in media a metà classifica.

Tra le città meno tranquille dove vivere vanno segnalate, secondo i dati dell’ISTAT che riassumono la percentuale ogni mille abitanti di borseggi, truffe, rapine, frodi al vertice ci sono ovviamente le grandi città con Milano in testa. Sorprende che Rimini (grosso centro balneare) sia lì con Roma, Torino e Bologna. Ma anche Ravenna che è un medio centro ha un’alta incidenza paragonabile a quella di Genova o Firenze. Napoli che spesso è nelle cronache per episodi di cronaca nera è invece in vetta al gruppo di un ipotetico secondo gruppo, non distante da località come Cremona o Verona, che pure sembrano modelli di convivenza.

In altri paesi a redigere queste classifiche ci pensano gli agenti immobiliari: essi hanno il polso della situazione e sanno quali sono i quartieri più vivibili e quelli meno. In effetti l’incidenza delle frodi e delle truffe o delle rapine e dei borseggi, dipende molto da altri fattori, come la presenza di aziende, uno scarso controllo dell’ordine pubblico, il numero di abitanti e anche – occorre dirlo a costo di apparire scorretti – una mancata integrazione con gli stranieri.

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