La leggenda dello Stradivari

Quando parliamo di musica e in particolari di strumenti musicali, ci si rende conto dell’importanza del nostro paese. Uno dei maestri indiscussi dell’arte liutaia italiana è stato Antonio Stradivari. I dati della sua biografia non sono tanti, non si sa di preciso la data di nascita e nemmeno quella della morte. Sappiamo però che forse è nato e morto a Cremona. La sua attività artigianale iniziò come apprendista presso la bottega di Nicola Amati, dove lavorò fino al 1680. Divenne maestro già nel 1667 segno della sua grande capacità. Nel 1682 era noto in Europa, dato che il re Giacomo II di Inghilterra gli commissionò la costruzione di 5 strumenti ad arco, andati interamente perduti, tra i quali un interessante contrabbasso. Dopo la morte di Amati la richiesta di strumenti costruiti da Stradivari divenne tanto pressante, che non riusciva a soddisfare tutte le richieste. La costruzione di uno solo dei suoi preziosi violini richiedeva infatti 23 giorni di duro e certosino lavoro; Stradivari era in grado di riprodurre la sua grande qualità in ogni modello, mantenessi sempre fedele all’inizio agli insegnamenti di Amati.

Il primo esemplare completamente nuovo, non discendente dai modelli di Amati risale al 1690. Le principali differenze tra un violino Amati e uno Stradivari consistevano nella lunghezza dei violini aumentata (mentre i violoncelli venivano diminuiti). L’innovazione maggiore è che si costruisce il fondo con un pezzo unico, anziché in due. Le vernici diventano più calde, diventando di color bruno e arancio. Il materiale da costruzione era abete rosso della zona per la tavola, ma si impiegava acero di Dalmazia e di Croazia per le altre parti.

La leggenda circa la costruzione artigianale degli Stradivari è attribuita tutta alla composizione delle vernici, leggenda protratta nel tempo che la chimica moderna ha in parte disvelato. La grande capacità di Stradivari stava nel suo uso, nell’ottenere un’amalgama di grande valore che però non occludeva i pori del legno, donando alla cassa una maggior qualità acustica. Il segreto dunque non sta nel materiale impiegato, ma nella maestria con cui viene utilizzato. Il fatto che i violini fossero considerati delle opere d’arte implica che venissero firmati, per questo gli Stradivari hanno un nome (in genere tratto dalla mitologia) fatto che attirò subito anche i falsari.

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