Gli spettacoli dei gladiatori

I gladiatori sono tornati in auge con l’omonimo film di Ridley Scott nel 2000. Non è certo se essi fossero di origine etrusca o celtica. I combattimenti tra gladiatori erano presso gli etruschi degli spettacoli a corredo funebre, in genere tenuti in onore delle vittime. In Roma vi furono introdotti nel 264 a. C. sempre come giochi funerari in occasione dei funerali di un esponente di punta della gens Giunia, da sempre legata agli ideale repubblicani. Ma nel 174, quindi 90 anni dopo, durante i funerali del generale Tito Quinzio Flaminino pare che si esibissero ben 37 coppie. Che furono poi fatte salire a 100. Giulio Cesare da edile organizzò degli splendidi giochi passati alla storia nei quali si esibirono ben 320 coppie. Durante l’impero i giochi gladiatori raggiunsero l’apogeo. Sembra che Traiano organizzasse dei giochi con ben 5000 coppie di gladiatori durante i festeggiamenti per la vittoria contro i Daci.

Gli imperatori si resero ben presto conto che i giochi gladiatori non solo piacevano, ma anche distraevano e consentivano di controllare maggiormente la folla della città. Tanto che il popolo ne divenne praticamente avido e dipendente, un gioco così popolare che può essere paragonato solo alla passione di alcuni paesi per il calcio. I romani perciò estesero la portata dei giochi, organizzandone sempre di più fastosi e destinando infrastrutture di un certo rilievo. Già verso la fine della repubblica venne eretto un apposito anfiteatro con un’arena all’aperto. Augusto con le sue leggi sui costumi e la morigeratezza volle subito limitare la partecipazione ai combattimenti dei senatori e dei cavalieri, ma Nerone un giorno, per punire la congiura contro di lui, fece combattere 400 senatori contro 600 cavalieri. Marco Aurelio, filosofo stoico, guerriero riluttante, tentò nuovamente di moderare questi spettacoli. Invece il figlio Commodo, protagonista assoluto del film di Ridley Scott, li rimise in pieno vigore esibendosi in prima persona (non morì comunque nel Colosseo, ma per una congiura interna).

I gladiatori erano o prigionieri di guerra o schiavi condannati o liberti o uomini liberi spinti al combattimento dalla fame e dalla miseria. Gli appaltatori, proprio come si vede nel film, li acquistavano presso i mercati, riunendoli in famliae, come delle squadre, affidate a un lanistae, in scuole particolari come la celebre di Capua, dalla quale partì la famosa rivolta di Spartaco. Essi venivano divisi a seconda dell’armamento che portavano, che in genere rifletteva la loro provenienza geografica. Quando un gladiatore veniva ferito egli chiedeva la clemenza agli spettatori. Chi vinceva otteneva una ricompensa in denaro e i più famosi diventavano delle autentiche celebrità. I giochi gladiatori si spensero con l’avvento del cristianesimo, una prima proibizione totale avvenne proprio con Constatino nel 326. Dei giochi, la testimonianza maggiore è sicuramente il Colosseo, la grande arena cittadina che poteva contenere 50000 spettatori seduti e al coperto.

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