Formazione

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La formazione professionale è appannaggio delle regioni. Con questo compito esse si impegnano a fornire ai cittadini delle opportunità lavorative, di crescita e apprendimento, al di fuori dei normali percorsi didattici.

Il motivo per cui la formazione è importante dipende da due fenomeni sociali ben noti: a) la trasformazione del mercato del lavoro b) la non dipendenza del lavoro dal titolo di studio. Se bastasse un semplice titolo di studio, per definire una carriera, basterebbe laurearsi o prendere un dottorato per avere diritto a un posto di lavoro. Non solo: una volta entrati nell’impiego, la preparazione acquisita durante gli studi basterebbe a svolgerlo per tutta la vita.

Fortunatamente non è così. Il mercato del lavoro è in continua evoluzione. 60 anni fa i corsi di formazione per stenografa e dattilografa erano imprenscindibili per poter svolgere la funzione di segretaria. Oggi è necessario poter utilizzare dei programmi informatici per i quali neppure esiste un corso universitario.

La formazione è apprendimento non standardizzato basato su un’offerta didattica diffusa che intende risolvere problematiche occupazionali. Una regione che non fa formazione e ha un alto tasso di disoccupazione non sta affrontando i problemi. La formazione a più livelli è fondamentale anche all’interno di una singola unità aziendale, per esempio per istruire a nuove mansioni il personale già impiegato. La riconversione è un ottimo paracadute sociale, ma a volte è necessario apprendere nuove funzioni perché la legge lo richiede, come nel caso dell’adempimento a degli standard di igiene e sicurezza oramai richiesti ovunque.