Dar vita al proprio business

Siamo crudi e sinceri fin dal principio: l’Italia non è un paese per le imprese. La burocrazia, le tasse, il favor concesso al pubblico impiego e al lavoro dipendente non consentono al piccolo imprenditore di muoversi in un habitat a lui consono. È il paese delle contraddizioni e delle decisioni che fanno male. Il paese che colpisce con le tasse chi lavora bene e lascia mano libera ai grandi evasori, che ammazza di burocrazia chi investe e premia chi non ci sa fare.

Fatta questa breve e drammatica, ma doverosa introduzione, veniamo al dunque. Cosa serve per mettersi in proprio e aprire un proprio business personale. Lascio che per le modalità burocratiche sia il web e una ricerca su Google a fornirvi le informazioni richieste. L’apertura di una partita IVA è molto semplice e grazie alla scelta di regime agevolati è possibile entrare nel mercato senza rompersi l’osso del collo, anche se il sistema contributiva è un’autentica zavorra.

Tuttavia per riuscire nel proprio piccolo business occorre ben altro che la pastoia burocratica. Superata quella, che può non essere del tutto ingombrante se si hanno nervi d’acciaio, occorre mandare avanti gli affari.

Quello che è importante, a nostro parere, in affari come nella vita in generale, è non fare il passo più lungo della propria gamba, almeno all’inizio. Il rischio di cadere è troppo alto e il tasso di abbandono degli affari, di chiusura dell’attività è molto più alto nei primi 3 anni, che nei successivi. Questo perché gli errori commessi all’inizio dovuti al troppo entusiasmo e alla poca esperienza, affossano qualsiasi sogno di sviluppo.

Tutto inizia comunque da te. Per prima cosa devi definire i tuoi obiettivi e legarli a un’idea. Se pensi di commerciare un prodotto o proporre un servizio devi sapere che anima questo deve possedere. In che senso verrà veicolato nel mercato e cosa dovrebbe rappresentare. Pensandoci bene noterai che rappresenterà te e quindi in qualche modo i tuoi obiettivi.

L’idea da sola non basta, occorre muoverla e darle delle fondamenta per sorreggerla, altrimenti resterà solo una bella idea. I migliori business non nascono dalle invenzioni, ma dai miglioramenti. È molto difficile trovare tra i più ricchi del mondo degli inventori, ma si troveranno dei migliorato. Prendiamo l’esempio di Guglielmo Marconi, premio Nobel per i suoi studi sulle comunicazioni radio. Egli non ha inventato la radio come spesso si dice, ma l’ha perfezionata e l’ha resa fruibile a livello commerciale, tanto che alla fine Marconi era uno degli uomini più ricchi d’Italia.

E che dire di Bill Gates, cosa ha inventato? Il computer? No. Il sistema operativo base? No. Il sistema operativo con icone e scrivania? No. Non ha inventato nulla, ha “solo” migliorato tutto. Anche in questo caso il “miglioramento” di un prodotto o di un servizio lega il tuo business alla tua persona.

Infine è molto importante che il procedere a tappe, sia in qualche modo consacrato da un piano strategico, un business plan che riassuma in modo preciso e puntuale quali sono le azioni che dovrà intraprendere la tua azienda o tu come professionista. Il business plan deve enunciare i punti di forza del tuo prodotto o servizio, indicare in che direzione andrà, quali sono le prospettive del mercato, perché è diverso dai concorrenti e in quale misura rappresenterà un ricavo e un successo e non una perdita. Insomma, il business plan dovrebbe avere a che fare con la realtà crudele dei numeri, altrimenti si rimane ancorati al sogno, che per quanto bello, rimane sempre e solo un sogno destinato a non realizzarsi mai.

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