Da cosa è determinato il prezzo del petrolio

Molte delle tensioni in aree specifiche del mondo dipendono da fattori economici, il più rilevante di essi, a partire da un anno, è il calo del prezzo del petrolio. La crisi in Venezuela dipende in gran parte da questo calo e naturalmente dalla risposta poco convincente del governo. Inoltre si stima che senza un innalzamento progressivo dei prezzi, la Russia potrebbe trovarsi a corto di contante. Il Venezuela ha reagito destinando il petrolio alle esportazioni, creando quindi una crisi energetica e di beni di consumo senza precedenti. La Russia si è imbarcata in una guerra in Medio Oriente, che non ha portato alcun vantaggio strategico nella zona, se non il fatto di far notare le limitazioni delle sue forze armate.

Ma cosa si nasconde dietro il prezzo del petrolio? Da cosa è formato?

Come ogni libero mercato che si rispetti il petrolio tende a fluttuare per due motivi principali: lo stato della domanda e dell’offerta e quindi la capacità di estrarre e mettere sul mercato il petrolio attualmente richiesto dai compratori e il sentimento di fiducia o sfiducia complessivo di un’economia, che si riflette nella gestione degli affari quotidiani.

Va anche detto però che già dagli anni Settanta i paesi produttori hanno tentato di fare scudo contro le leggi del mercato, di fatto creando un cartello (OPEC) che per decenni ha provato a tenere il prezzo alto, nonostante le evidenti pressioni dei paesi principali consumatori come Stati Uniti e Cina.

Il fatto è che il prezzo del petrolio viene determinato nel mercato dei future di questa materia prima. Un contratto di future del petrolio è un accordo che in pratica mette d’accordo venditore e compratore di acquistare un barile di petrolio a un determinato prezzo, in un determinato futuro. In questo senso i contraenti sono legati da questa promessa di pagamento, alla quale non possono venire meno.

Come ogni mercato finanziario dunque, il prezzo del petrolio ricade sotto l’occhio degli investitori e degli speculatori. Dal momento che il prezzo tende sempre a oscillare, ad esempio, una grande compagnia aerea, che abbisogna di un certo approvvigionamento di carburante, può scommettere di acquistare il petrolio a un determinato prezzo in un determinato periodo. Mettiamo che giocando sulle oscillazioni si metta d’accordo per comprare un enorme stock di petrolio a 55 euro al barile nel gennaio 2017. Se in quella data il petrolio è salito a 75, mettiamo, chi ci perde è il produttore. Può naturalmente accadere il contrario, ma chi compra tende a cercare un risparmio basato sulla quantità.

Nel tempo che intercorre tra la stipula del contratto e la vendita effettiva il sentimento e la fiducia del mercato possono essere fortemente influenzati. Ad esempio, una crisi politica o bellica in una strategica area di esportazione può far ritenere che ci sarà un calo del petrolio estratto nel futuro, quindi un aumento della domanda e un innalzamento dei prezzi. Oppure se viene scoperto un nuovo giacimento si pensa che quel paese alzerà i livelli di produzione, facendo abbassare i prezzi. L’unica cosa certa è che la domanda generale è destinata ad aumentare, mentre le disponibilità potrebbero diminuire.

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