Cosa misura il quoziente d’intelligenza

Il quoziente di intelligenza o QI è un valore numerico assegnato su base individuale a una specifica persona che si sottopone a un test di valutazione, che fornisce un risultato sulla sommatoria delle risposte e sulla capacità della persona di inferire un determinato fattore. I test per il quoziente intellettivo sono standardizzati. In teoria però non c’è limite al punteggio massimo che si può ottenere compilando il test: il quoziente intellettivo più alto – secondo alcuni – registrato è di 200. Ma le statistiche in realtà ci dicono che 9 persone su 10 hanno un quoziente intellettivo che va da 70 a 130 e che la media, casualmente, è proprio intorno a 1000.

Benché vi siano un numero quantomeno accettabile di test di intelligenza, ce ne sono veramente pochi che possono essere riconosciuti come idonei a fornire un risultato adeguato. Ad esempio, esiste un’associazione no profit chiamata Mensa che raduna le persone con un quoziente intellettivo superiore. Il test fornito dal Mensa però dice chiaramente che non misura il quoziente ma è un modo per saggiare il diritto di ingresso nell’associazione. In ogni caso il test fornito è abbastanza commisurato a quelli riconosciuti.

Va detto che i test per misurare l’intelligenza sono fondamentali per assicurarsi che non siamo di fronte a una forma di ritardo mentale o una disabilità da affrontare nel caso dei bambini soprattutto. Chi possiede un quoziente intellettivo sotto 70 potrebbe essere scrutinato e analizzato per verificare che non ci sia un vero e proprio deficit intellettivo, che comporta l’intervento di uno specialista o che non siamo in presenza di una vera e propria malattia. Gli scienziati sanno bene però che le deviazioni dagli standard possono essere occasionali, tanto che comunque il normale QI è considerato a 100, per assicurarsi che una eventuale discrasia che faccia toccare gli 85 o i 115 sia considerata accettabile.

Se si superano i 130 come ci si può considerare? Dei geni? Dei super intelligenti? Va precisato che il test del QI premia un certo tipo di intelligenza logico-matematica. Per dire: Mozart potrebbe avere delle difficoltà a salire sopra il 100, ma chi può veramente metter in dubbio la sua geniale capacità di compositore. Gli esperti sono convinti nel ritenere che questi test siano quantomeno incompleti e che siano una misura per ottenere informazioni di base, circa la presenza di una disabilità temporanea o permanente. La vera intelligenza, secondo gli esperti, è quella che riesce a fornire soluzioni ai problemi. Se analizziamo la storia dell’uomo, la sua evoluzione, troveremo che essa è infarcita di avanzamenti culturali, tecnologici, evoluzionistici dati da scoperte adattative. Non c’è stato un inventore della ruota, è probabile che siano stati diversi a diverse latitudini, provando a risolvere sempre il problema del trasporto di grossi carichi. Insomma, la vera intelligenza è quella che trova il modo di rispondere a problematiche, in ogni ambito. In taluni casi serve la logica razionale-matematica, in altri la fantasia e l’immaginazione.

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