Come mangiare in viaggio

È vero che si dice che all’estero bisogna provare le specialità del posto, ma un mondo molto intelligente per gustare la vera cucina locale, ovunque, vi troviate, è quella di uscire dal seminato. Ovvero: non seguire le guide turistiche.

La mia esperienza di viaggiatore mi ha portato a visitare posti molto nel mondo, in particolare in Europa, dove ogni regione ha delle sue specialità particolari. Il vantaggio di aver girato tanti paesi in auto, mi ha permesso di constatare una verità amara: i turisti spesso sono dei polli da spennare e comprano di tutto, semplicemente perché l’acquisto rientra nell’esperienza del viaggio.

Ora, finché si tratta di souvenir il danno non è troppo, ma andare in un paese e assaggiare la specialità del luogo, venendo spennati dal ristoratore di turno non è proprio il massimo. Se si rimane all’interno dei classici percorsi turistici, se si seguono le guide, si finirà per rimanere irrimediabilmente fregati. I ristoratori dei luoghi turistici, spesso i più promossi, servono ogni giorno decine e decine di coperti. Nella maggior parte dei casi, servendo tanti turisti, devono ricorrere al surgelato. In ogni caso, sapendo che devono servire tanta gente, lesinano nella qualità generale del cibo e del servizio, per fare più margine.

Invece, come mi ha insegnato mio padre, che è una bocca buona e conosce il mondo, puoi trovare l’autentica cucina di una città nei vicoli meno battuti dai turisti, oppure uscendo leggermente fuori. I turisti vengono serviti con porzioni minuscole e prezzi non giustificati. In Italia, ad esempio, si può gustare la cucina romana in tanti posti della città, ma potrete star certi che i ristoranti più celebrati dalle guide vi faranno un prezzo da farvi cavare gli occhi. Uscite fuori da Roma in una trattoria, e noterete che lo stesso cibo, forse preparato meglio, ma con porzioni maggiori, lo troverete facilmente. Idem per la carta dei vini.

Spesso, accade in Italia, i turisti in luoghi particolarmente affollati vengono circondati da camerieri all’uscita di un ristorante, perché entrino e assaggino la vera cucina italiana. È chiaro che un ristorante che ha necessità di questo tipo di approccio commerciale, probabilmente ha una pessima cucina da difendere e da proporre. I turisti vengono solitamente intortati e messi alle strette per vari motivi: sono in viaggio e non vogliono prendere decisioni troppo complicate, hanno già messo in conto – nella testa – che dovranno spendere dei soldi per passare delle buone giornate e che comunque devono mangiare fuori. Inoltre, anche il mangiare tipico rappresenta una di quelle esperienza da raccontare agli amici o – come si fa oggi – da postare su Facebook e su Instagram, per raccogliere consensi dalla propria cerchia sociale. Il consiglio lo ripeto: è quello di mangiare lontani dalle attrazioni turistiche, perché sono autentiche trappole per polli, che campano unicamente da quello e servono migliaia di persone alla settimana.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*