Chi sono i cardinali e cosa fanno

I Cardinali costruiscono il Sacro Collegio del pontefice, cui assistono in qualità di principali consiglieri e coadiutori nel governo della Chiesa. Nei primissimi tempi del cristianesimo, erano chiamati Cardinali i preti e i diaconi incardinati al servizio di una chiesa. Secondo il Bellarmino, i primi cardinali furono i parroci e i diaconi delle più antiche chiese di Roma, i quali, insieme con i vescovi delle diocesi vicine, formarono il senato pontificio: donde la distinzione dei cardinali in tre ordini: preti, vescovi, diaconi, la quale tuttora permane, nonostante che Papa Giovanni XXIII abbia introdotto la norma, trasfusa poi nel canone 351 del Codice di diritto canonico, di conferire l’episcopato a tutti i cardinali, indipendentemente dall’ordine cui essi appartengano. Col nome di cardinali vescovi si intendono però solamente i titolari delle sei sedi suburbicarie: Porto e Santa Rufina, Albano, Palestrina, Sabina e Poggio Mirteto, Frascati, Velletri. Vi è poi la sede di Ostia, la quale viene sempre conferita, in aggiunta all’altra, di cui egli era precedentemente titolare, al cardinale decano che, come primus inter pares, presiede e rappresenta il Sacro collegio. All’ordine dei vescovi appartengono anche i cardinali scelti fra i patriarchi orientali, i quali assumono come titolo la propria sede patriarcale. Cardinali dell’ordine dei preti sono quelli addetti alle antiche chiese di Roma, chiamate tituli. I Cardinali dell’ordine dei diaconi, quelli addetti alle speciali chiese romane chiamate diaconie. Il numero dei Cardinali, variabile prima di Sisto V, fu da questo pontefice limitato a 70, e cioè 6 vescovi, 50 cardinali preti e 14 diaconi. La disciplina è stata modificata dal Concilio Vaticano II in forza della quale il numero è tornato a essere nuovamente illimitato. Il decano e il sottodecano del Sacro collegio vengono eletti nel loro seno dai cardinali delle diocesi suburbicarie e successivamente approvati dal pontefice. Al momento della morte di Giovanni Paolo II, per esempio, il cardinale Joseph Ratzinger era il decano del collegio, poi eletto come successore al soglio di Pietro.

I cardinali possono essere nominati solo dal pontefice: talvolta però in concistoro non segue la proclamazione dei nuovi eletti, e ha luogo la cosiddetta reservatio in pectore per la quale il papa, invece di indicare senz’altro il nome del nuovo e dei nuovi cardinali, si riserva di renderli noti in altra occasione. Possono essere scelti senza distinzione di nazionalità, e debbono possedere gli stessi requisiti per essere nominati vescovi; il pontefice però potrebbe derogare a tali prescrizioni. I cardinali hanno il dovere della residenza in Roma, ne sono però esonerati i vescovi residenziali, obbligati a risiedere nelle rispettive diocesi. A causa delle insegne che portano vengono definiti porporati, per via della porpora prescritta da Paolo II; altri segni di riconoscimento sono il titolo di “eminenza”, lo zucchetto rosso, il cappello detto galero. In conclave sono chiamati ad eleggere il Papa e sono di fatto il Senato del chiesa cattolica.

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