Caffè, croce e delizia degli italiani

Gli italiani, si sa, sono grandi consumatori di caffè. Ma perché questa bevanda piace tanto, nonostante spesso sia oggetto di studi controversi che un giorno ne mettono in risalto la pericolosità, un giorno i benefici?

Il caffè per gli italiani è un motivo di socializzazione. Non è un semplice consumo della bevanda, è qualcosa che va oltre e che serve a rinsaldare dei rapporti di amicizia, iniziare delle relazioni, continuare un pasto. Un caffè insieme, in compagnia, in tanti o in intimità, è un forte momento sociale, rinsaldato tanto nei posti di lavoro, quanto in famiglia. Ma il caffè è anche un piacere solitario, che tanti italiani coltivano volendo apprezzare questa bevanda.

Eppure la caffeina non passa inerme nel nostro organismo. Essa è responsabile della sensazione di piacere provocata e dell’effetto energizzante che avvertiamo quasi subito avvertito, non appena si beve un sorso della calda bevanda. Il caffè inoltre non ha alcun valore nutrizionale e spesso viene associato allo zucchero, che comporta l’aggiunta di altre calore a gratis, del tutto inutili. La caffeina agisce da stimolante leggero, che influisce sul nostro sistema nervoso centrale, che consegue un effetto di “risveglio”, miglior capacità mnemonica, maggior concentrazione, miglior coordinamento nei movimenti. L’effetto è maggiore in relazione alla quantità consumata.

Gli italiani hanno l’abitudine di consumare il caffè ristretto: un espresso in tazzina, che al massimo dà due sorsi e che contiene qualcosa come 80 milligrammi di caffeina.

Il problema risiede nel fatto che bere quel sorso di caffè è un’azione ripetitiva, tanto è vero che i medici si concentrano maggiormente sulla quantità da assumere, segnalando che un caffè non fa male, due sono forse inutili, tre iniziano a essere tanti. Eppure si conoscono consumatori compulsivi di caffè che arrivano anche alle cinque o sei tazzine al giorno.

L’effetto della caffeina segue quindi le dosi ingerite, come ogni “droga” ha effetti nefasti in caso di sovradosaggio. Il limite da non superare, nel quale si avvertono i primi effetti nocivi, è di 550 milligrammi per le donne e 770 per i maschi. Una overdose veramente dannosa si ha con 10 grammi ma stiamo parlando di una quantità estrema di caffè. Spesso comunque il suo consumo viene limitato o consigliato di limitare in casi di malattie nelle quali bisogna contrastare i fenomeni di acidosi, dato che il caffè è una delle bevande più acide in assoluto.

Tra gli effetti positivi vanno enumerati quelli relativi all’asma, che è in grado con già due tazzine al giorno, di moderare l’intensità degli attacchi. Il caffè poi contiene degli anti-ossidanti naturali chiamati flavonoidi e conosciuti per la loro protezione anti-infiammatoria. La caffeina inoltre produce quegli effetti di stimolazione che sono conosciuti fin dai tempi più antichi, spesso utili nello studio e nelle giornate di duro lavoro e con buoni effetti anche sull’umore. L’importante, come sempre, è non esagerare.

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*